Esdebitazione

Liliana Serio
Esperta di problemi debitori

Che cos’è l’esdebitazione? A cosa serve? A chi si rivolge? Come funziona? L’esdebitamento è connesso alla Legge 3/2012? L’esdebitazione può essere revocata o non concessa? Quali debiti non possono essere cancellati? Quali sono le tempistiche?

Queste le principali domande sull’argomento, sempre più attuale e richiesto dai cittadini.

Se anche tu cerchi notizie chiare e aggiornate sull’esdebitazione, continua a leggere il nostro articolo per saperne di più.

Esdebitazione

Che cos’è l’esdebitazione

Iniziamo subito con una definizione per capire che cosa significa questa parola.

L’esdebitazione è una procedura messa a disposizione dei cittadini privati e dei consumatori che consente loro di proporre ai creditori un piano di rientro per il rientro e la cancellazione del proprio debito.

Perché è così importante l’esdebitazione? Per il semplice fatto che questo strumento dà la possibilità anche ai cittadini privati di liberarsi gradualmente dei propri debiti, consentendo loro di essere riabilitati da un punto di vista economico-finanziario. Di avere, cioè, una seconda possibilità per rimettersi in piedi e ricominciare a costruire la propria vita.

È importante sottolineare che l’istituto giuridico dell’esdebitazione nasce nel 2005 in ambito fallimentare. Tale procedura consentiva al debitore di liberarsi dei debiti nei confronti di creditori fallimentari non soddisfatti. Con l’approvazione della cosiddetta Legge Salva Suicidi (Legge 3/2012) arriva la svolta. Ovvero?

La legge 3/2012 amplia l’accesso all’edebitazione a tutta la popolazione.

Approvata dal Parlamento, la Legge 3 del 2012 infatti disciplina una nuova tipologia di concordato per comporre le crisi di liquidità del singolo debitore, al quale non si possono applicare le ordinarie procedure concorsuali, consentendo al debitore di accedere a determinate procedure.

  • Piano del consumatore (riservato ai privati, persone fisiche)
  • Accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento (piccole imprese e artigiani).

Concluse queste procedure l’esdebitazione è automatica.

Un’altra procedura è poi la:

  • Liquidazione del patrimonio.

In questo caso l’esdebitazione avviene però in un secondo momento. Il soggetto ammesso alla procedura di liquidazione del patrimonio, che dura 4 anni, può farne richiesta entro 1 anno dal decreto di chiusura della liquidazione.

I presupposti necessari per poter procedere sono:

  1. Cooperazione del debitore nella procedura.
  2. Soddisfazione, anche parziale, dei creditori.
  3. Impegno del debitore nel trovare un lavoro, una fonte di reddito.

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Come funziona?

Come funziona quindi la procedura di esdebitazione? È semplice.

In presenza di una comprovata situazione debitoria non risanabile è possibile (avendo i requisiti) accedere a una delle procedure messe a disposizione dalla Legge 3 2012 che, come accennato, fa fronte alla crisi da sovraindebitamento.

Se la procedura va a buon fine, allora è possibile avere l’esdebitazione (anche di cifre importanti) e la riabilitazione della propria posizione, con annessa cancellazione del nominativo di “cattivo pagatore” dalle liste di settore.

Il funzionamento è abbastanza semplice, ma di grande portata. Si pensi ad esempio alla possibilità di ottenere l’esdebitazione da Equitalia o di poter ricominciare da zero dopo un brutto periodo.

Come si può ottenere?

Qual è l’iter da seguire per ottenere l’esdebitazione? Vediamolo insieme.

Per prima cosa è necessario rivolgersi a un consulente specializzato in grado di verificare se è possibile presentare una richiesta di sovraindebitamento. In tal senso, la richiesta dev’essere sottoposta anche all’OCC (Organismo di Composizione della Crisi) istituito dal tribunale competente.

Verificati i requisiti è possibile aprire la procedura di liquidazione dei beni (ex art 14 Ter e seguenti della legge 3 2012) che stabilisce che:

La domanda di liquidazione è proposta al tribunale competente […] e deve essere corredata dalla documentazione necessaria. […] Alla domanda sono altresì allegati l’inventario di tutti i beni del debitore, recante specifiche indicazioni sul possesso di ciascuno degli immobili e delle cose mobili, nonché una relazione particolareggiata dell’organismo di composizione della crisi. […] L’organismo di composizione della crisi, entro tre giorni dalla richiesta di relazione di cui al comma 3, ne dà notizia all’agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche presso gli enti locali, competenti sulla base dell’ultimo domicilio fiscale dell’istante.

Richiesto l’accesso e pagato il possibile, accertata la completa esecuzione del programma di liquidazione e, comunque, non prima del decorso del termine di quattro anni dal deposito della domanda, il giudice dispone, con decreto, la chiusura della procedura (Art.14 Novnies della Legge 3 del 2012).

A questo punto è possibile presentare la richiesta di esdebitazione.

Ricordiamo infine che il provvedimento di esdebitazione è revocabile in ogni momento su istanza dei creditori. Come si legge nell’Art. 14 Terdecies, infatti, l’esdebitazione è revocabile quando:

  • Il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.
  • È stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo ovvero simulate attività inesistenti.

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Quali debiti non si posso cancellare?

Un’altra domanda importante è: quali sono i debiti che non si possono cancellare con le procedure di esdebitazione?

Se in linea generale, possiamo dire che è possibile esdebitare quasi tutti i debiti, come ad esempio quelli contratti con istituti bancari o Equitalia, è anche vero che ci sono alcuni debiti, invece, che per legge non sono compresi.

Si tratta in particolar modo dei debiti che derivano da:

  • Obblighi di mantenimento e alimentari.
  • Risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché per le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.
  • Fisco.

Quali sono le tempistiche?

In quanto tempo è possibile ottenere l’esdebitazione? Le tempistiche sono relative, ma non certo brevi. Bisogna tenere in considerazione, infatti, che la procedura è effettuata in Tribunale.

Ogni pratica è a se stante, ma in generale possono trascorrere da diciotto mesi fino a cinque anni, se non di più.

Rifiuto dell’esdebitazione

È possibile che la procedura di esdebitazione venga rifiutata? Il Tribunale può rifiutare il procedimento di esdebitazione nel caso in cui il debitore:

  • Ha proposto ai creditori un piano di pagamento parziale e non lo ha rispettato.
  • Ha colposamente causato la situazione di sovraindebitamento ricorrendo a un credito sproporzionato alle proprie possibilità economiche.

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