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Conto corrente per PMI

Le piccole e medie imprese, o semplicemente PMI, sono quella tipologia di azienda che presenta dimensioni contenute sia per quanto riguarda il numero dei dipendenti che per l’ammontare del fatturato.

Nel dettaglio, vengono considerate piccole o medie quelle imprese che occupano meno di 250 persone e il cui fatturato risulta inferiore ai 50 milioni di euro, oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

La Piccola impresa, poi, è quella costituita da meno di 50 occupati e hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

In Italia, questa tipologia di impresa è il vero motore dell’economia, con oltre 123 mila piccole imprese e più di 25 mila medie imprese.

Abbiamo già parlato di obbligatorietà dell’apertura del conto dedicato per professionisti e ditte individuali. Ma per quanto riguarda le PMI è obbligatorio aprire un conto corrente dedicato?

Pur essendoci molta confusione sull’argomento, possiamo dire che per quanto concerne le ditte individuali non vi è alcun obbligo, mentre nel caso di società diventa obbligatorio aprire un conto corrente dedicato. Infatti, secondo la legge, nel caso delle ditte individuali è sufficiente possedere un conto corrente, se pur personale. Invece, per le società è necessario utilizzare un conto dedicato esclusivamente all’attività imprenditoriale.

Infatti, il conto corrente è lo strumento che permette di svolgere importanti operazioni relative al business. Tuttavia, aprire un conto dedicato può essere la soluzione ideale per le imprese che hanno esigenze che un conto personale non può soddisfare.

Ma vediamo, intanto, quali sono i migliori conti correnti dedicati alle piccole e medie imprese presenti sul mercato.

I migliori conti per piccole e medie imprese

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A cosa serve il conto corrente per Pmi

Il conto corrente tradizionale, come quello dedicato, è indispensabile per svolgere molteplici operazioni fondamentali per l’attività imprenditoriale. Tra queste, ad esempio, vi è il pagamento degli f24, ovvero il pagamento degli stipendi ai dipendenti, o la riscossione e emissione di un pagamento da parte di debitori e creditori.

Ma, oltre a tutte queste funzioni, che in alcuni casi è possibile effettuare con un conto corrente tradizionale, il conto corrente dedicato alle Pmi è uno strumento ancora più sicuro e affidabile. Infatti, per quanto riguarda i pagamenti effettuati o ricevuti tramite bonifici o assegni, le banche sono più restie a trasferire grandi somme di denaro a conti correnti personali proprio per motivi legati all’antiriciclaggio. Ciò avviene soprattutto nel caso di movimenti di somme di denaro importanti e, proprio per tali motivazioni, le banche sono tenute ad effettuare più controlli e segnalazioni per operazioni sospette. Si tratta, quindi, di operazioni che possono far perdere tempo e denaro all’impresa.

Analogo discorso vale per i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, che nel caso di un conto corrente personale avrà più difficoltà a distinguere i movimenti legati all’impresa da quelli personali.

In più, un conto corrente dedicato alle piccole e medie imprese è la soluzione ideale per accedere a servizi e funzionalità importanti come il servizio Pos, spesso incluso nei piani del conto a condizioni agevolate e prezzi convenienti.

Perciò, il conto corrente dedicato alle Pmi è indispensabile per:

  1. Rispettare le scadenze fiscali
  2. Pagare gli stipendi
  3. Gestire i flussi di denaro e tenerne traccia
  4. Effettuare le operazioni bancarie periodiche

Ma come riconoscere il miglior conto corrente per piccole e medie imprese?

Come scegliere il miglior conto corrente per Pmi

La scelta del giusto conto corrente dipende da diversi fattori da prendere in considerazione. Tuttavia, prima di capire quali sono le caratteristiche che non possono mancare in conto corrente dedicato è fondamentale comprendere quali sono le effettive esigenze dell’impresa.

Stabilite queste, si passa alle varianti che possono aiutare alla scelta del miglior conto corrente per la Pmi. Parliamo di:

  1. Funzionalità incluse o accessorie: in base alle esigenze dell’impresa si predilige il prodotto più in linea con il business. Ad esempio, per le imprese a contatto con il pubblico è fondamentale il servizio Pos.
  2. Costi: la spesa relativa alla tenuta del conto deve essere sostenibile ed equa in base alle funzionalità previste.
  3. Strumenti di pagamento: fondamentali sono gli strumenti di pagamento, dalle carte di credito o di debito ai bonifici, agli assegni, ai RiBa.
  4. Internet banking: uno strumento ormai necessario è quello che permette di gestire il conto corrente comodamente da mobile o internet banking. Questo permette di risparmiare tempo e denaro all’impresa. Nella scelta del conto corrente è, perciò, importante comprendere quale banca offre il miglior portale per effettuare il maggior numero di operazioni in sicurezza e autonomia.
  5. Interessi attivi e passivi: i primi sono quelli calcolati sul capitale depositato, mentre i secondi sono quelli che l’istituto bancario percepisce nel caso in cui il conto sia in rosso.

I principali costi dei conti correnti per Pmi

Tra i fattori determinanti nella scelta del conto corrente ci sono i costi relativi alla gestione e alla tenuta del conto. Questi si suddividono in fissi e variabili.

I costi fissi sono quelli che non dipendono dalle operazioni effettuate, di cui fanno parte il costo di apertura del conto (spesso gratuita, soprattutto per i conti correnti online), il canone mensile o annuale della tenuta del conto e dei servizi aggiuntivi collegati ad esso, e l’imposta di bollo da corrispondere annualmente che, per le persone fisiche, secondo la normativa pro tempore vigente, ammonta a 34,20 euro.

Invece, i costi variabili sono quelli relativi alle singole operazioni effettuate. Parliamo di tutte quelle commissioni e quei costi previsti, ad esempio, sui bonifici o per i prelievi di contante presso gli sportelli automatici.

Per quanto concerne i costi, molto convenienti sono i conti correnti online per Pmi che abbattono le spese garantendo comunque ottimi servizi. Infatti, questi prevedono costi meno elevati di un conto corrente tradizionale, offrendo comunque tutte le funzionalità di una banca fisica.

Come aprire un conto per Pmi

Al momento dell’apertura di un conto corrente per Pmi, online o presso una banca fisica, vengono richiesti alcuni documenti relativi sia all’impresa che all’imprenditore che ha il potere di aprire il conto.

In genere, i documenti richiesti sono:

  • Copia della Partita Iva rilasciata dall’Agenzia dell’Entrate
  • Iscrizione alla Camera di Commercio
  • Documento d’Identità in corso di validità del titolare (passaporto o carta d’identità)
  • Codice fiscale o tessera sanitaria dell’imprenditore

Nel caso del conto corrente online per Pmi, i documenti sono analoghi e vengono allegati nei portali ufficiali della banca al momento dell’apertura. In questo caso i controlli possono richiedere qualche giorno e, al momento dell’apertura, vengono spedite le carte di credito o di debito se previste e la copia del contratto.

Per quanto riguarda la firma digitale, invece, spesso viene richiesta una videochiamata per confermare l’identità del titolare del conto corrente.

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