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Cambio gestore energia: la guida per l’energia elettrica

Come si effettua il cambio gestore per l’energia elettrica? Scopriamolo nella guida che segue, con la spiegazione del procedimento passo a passo, i tempi ed i costi da sostenere.

Come fare il cambio di gestore per l’energia elettrica

In passato cambiare operatore era un iter eccessivamente complicato per i consumatori: oggi esistono apposite norme in materia di mercato libero le quali riducono al minimo le procedure, proprio nel caso in cui tu voglia cambiare fornitore energia elettrica.

Dopo che avrai fatto un’accurata ricerca e deciso quale operatore scegliere, non dovrai attivare un altro contratto con il nuovo fornitore di luce, perché sarà lui a sostituirsi del tutto al precedente fornitore.

Appena sottoscriverai il nuovo contratto, infatti, sarà il nuovo gestore a comunicare al precedente la chiusura del contratto e a gestire tutte le pratiche tecnico-amministrative.

Quando si può cambiare fornitore

Cambiare gestore dell’energia corrisponde quindi a cambiare il fornitore, mentre non comporta alcun distacco della fornitura elettrica la quale, al contrario, resta garantita e della stessa qualità.

Allo stesso tempo, non dovrai modificare in alcun modo gli impianti domestici e neppure il contatore. La scelta di un nuovo fornitore può essere fatta in qualsiasi momento, purché nel pieno rispetto dei termini presenti nel contratto in corso (che potrebbe prevedere vincoli, ma considera che si tratta di un’eventualità non frequente).

Quando non è possibile il cambio fornitore energia elettrica

Ovviamente, prima di cambiare gestore fornitura elettrica, dovrai leggere bene gli accordi contrattuali per comprendere se rischi di andare incontro a potenziali penali.

Un altro caso in cui non potrai effettuare il cambio del gestore elettrico è quello in cui sussistano morosità: per la precisione, non si tratta di una normativa che lo regola la fattispecie in maniera specifica, ma del fatto che sono gli stessi operatori a non stipulare contratti con soggetti inadempienti.

Non stiamo parlando di inadempienze accidentali, come nel caso di una dimenticanza, bensì di veri e propri mancati pagamenti che danno vita al cosiddetto turismo energico: alcuni soggetti infatti cambiano fornitore senza comunicare la situazione morosa ed evitano le conseguenze del mancato pagamento precedente.

Il procedimento per il cambio gestore

La procedura per sottoscrivere un nuovo contratto e fare il cambio fornitore elettrico è identica a quella per il cambio tariffa tariffa. Quindi dovrai:

  1. Scegliere il fornitore/tariffa

    che più ritieni adatto ai tuoi bisogni

  2. Sottoscrivere il contratto

    con la modalità che preferisci: al telefono, online, di persona

  3. Inviare i documenti richiesti

I documenti per il cambio gestore

Per questa procedura, dovrai avere a disposizione:

  • documento d’identità
  • codice fiscale
  • bolletta del precedente gestore
  • codice POD per la fornitura di energia elettrica: è presente sulla prima pagina della bolletta ed è composto da 14 o 15 cifre. Lo trovi anche sul contatore.
  • codice IBAN (se desideri attivare la domiciliazione bancaria dei costi).

Per effettuare il cambio non devi sostenere alcuna spesa e l’attivazione è gratuita, sebbene il fornitore possa richiedere il versamento di un deposito cauzionale sia per il mercato libero e sia per quello tutelato.

Procedimento per passare dal mercato tutelato a quello libero

Oggi il mercato delle forniture elettriche si suddivide in mercato libero e mercato tutelato.

Il mercato tutelato sarà progressivamente sostituito dal mercato libero; nonostante dovesse essere soppiantato dal 2020, il termine è stato più volte posticipato e potrebbe essere cancellato dal 2023, anche se il condizionale è ancora d’obbligo.

Chi avesse tariffe che ancora appartengono questo mercato, potrà passare dal mercato tutelato senza sostenere alcun costo ed effettuando il cambio del gestore solamente sottoscrivendo un nuovo contratto.

Rispondiamo ora ad una domanda molto frequente per questo tipo di procedura.

La disdetta è necessaria?

Come abbiamo già avuto modo di accennare, non dovrai effettuare alcuna disdetta, perché sarà il nuovo operatore che hai scelto a occuparsi di ogni pratica.

Anche chi possiede una fornitura in regime tutelato potrà passare agevolmente al libero mercato senza alcuna interruzione dell’erogazione del servizio di energia elettrica e anche in questo caso, sarà il nuovo gestore a occuparsi delle questioni tecniche e amministrative.

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Quanto tempo occorre per il cambio fornitore?

Nonostante ancora oggi molti consumatori abbiano questo timore, cambiare fornitore di energia elettrica non comporta alcuna interruzione del servizio.

Ma quali sono i tempi previsti per il passaggio al nuovo fornitore?

Nel caso delle utenze domestiche i tempi previsti per il passaggio sono di circa 30 giorni dalla stipula del nuovo contratto.

Per le utenze non domestiche i tempi sono pari a 30 giorni per il mercato di maggior tutela e 90 giorni per quello libero.

Qualche giorno prima del passaggio effettivo, il nuovo fornitore esegue la prima lettura del contatore della luce e trasmette i dati a quello vecchio, in modo che questo possa emettere la bolletta di conguaglio da mandare al cliente.

Allo stesso tempo, questa lettura corrisponde alla partenza del servizio di fornitura della luce da parte del nuovo operatore e da questo momento, tutti i consumi saranno addebitati sulla nuova bolletta.

Cambiare gestore dell’energia elettrica comporta dei costi?

Cambiare fornitore energia elettrica non comporta alcun costo e l’attivazione è completamente gratuita.

Sia nel caso del mercato libero e sia di quello tutelato, il nuovo gestore potrebbe richiedere tuttavia il versamento di un deposito cauzionale, se questo è previsto nel contratto.

Per quanto riguarda il mercato tutelato, la cauzione è stabilita dall’ARERA e varia in base al tipo di fornitura di energia elettrica:

per le utenze domestiche non può superare gli 11,50 euro per ogni kW di potenza e ad esempio, per 3 kW il deposito sarà pari a 34,50 euro;

  • per la luce destinata ad altri usi in bassa tensione, con potenza inferiore a 16,50 Kw, non può costare più di 15,50 euro per kW di potenza
  • per tutti gli altri usi a bassa tensione, non possono essere superiore alla migliore stima dei corrispettivi dovuti per un dato periodo di fatturazione

Nel mercato tutelato il deposito cauzionale non può essere richiesto a chi paga tramite addebito sul conto bancario o postale o carta di credito. Nel mercato libero, in base all’offerta, il fornitore può non richiedere alcun deposito: è il caso di scelta di domiciliazione bancaria, posta o pagamento con carta di credito).

Differente è invece la procedura per il cambio fornitore gas: per tutto quello che riguarda il cambio di fornitore puoi fare riferimento alla guida dedicata che trovi a ▶︎ questa pagina.