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Conti correnti per lavoratori autonomi e freelance
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Conti Correnti per Lavoratori Autonomi e Freelance

I lavoratori autonomi e freelance fanno parte della categoria dei lavoratori indipendenti che esercitano un’attività lavorativa in proprio senza alcuna subordinazione. Non hanno perciò un datore di lavoro. I freelance, inoltre, sono quei liberi professionisti che operano con diverse società senza, tuttavia, essere dipendenti da queste.

A differenza dei liberi professionisti, i lavoratori autonomi e i freelance non sono iscritti ad un albo o ad un ordine professionale. Tuttavia, entrambi posseggono una Partita Iva, il regime fiscale a cui devono fare riferimento e all’interno del quale esercitano la propria attività lavorativa.

Non tutti i freelance, tuttavia, sono obbligati ad aprire la Partita Iva. Infatti, i lavoratori autonomi che svolgono prestazioni occasionali non sono tenuti per legge ad aprire la Partita Iva.

Per quanto riguarda l’obbligatorietà di un conto dedicato, la legge non prevede alcuna imposizione per i freelance e i lavoratori autonomi di aprire un conto corrente dedicato all’attività lavorativa. Infatti, questa categoria di professionisti può utilizzare comodamente il conto corrente tradizionale per persone fisiche anche cointestato con un familiare. L’obbligo, infatti, è solamente quello di essere intestatario di un qualsiasi tipo di conto per ricevere ed effettuare pagamento e, soprattutto, per il pagamento degli F24. Infatti, per legge è consentito lo scambio di denaro contante solamente entro una certa soglia, un limite previsto nella normativa antiriciclaggio.

Tuttavia, come vedremo, aprire un conto corrente dedicato può essere utile per avere a disposizione funzionalità e servizi utili all’attività. Infatti, in alcune casistiche, i conti correnti per professionisti sono fortemente consigliati.

I migliori conti per autonomi e freelance

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A cosa serve il conto corrente per freelance

Come abbiamo visto, il conto corrente dedicato non è obbligatorio per legge per i freelance, ma in determinati casi può essere molto vantaggioso aprirlo.

Infatti, il conto corrente dedicato può essere molto utile per pagare con modalità telematiche imposte e contributi tramite i modelli f24, gestire le finanze in maniera comoda e semplice, dividere la liquidità personale da quella legata all’attività lavorativa e agevolare i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, con alcuni conti correnti è anche possibile elaborare, inviare e ricevere fatture direttamente dall’internet banking, servizio ottimo per risparmiare tempo e fatica.

In più, con un conto corrente dedicato si ha un quadro complessivo molto più dettagliato sull’andamento dell’attività lavorativa.

Molto importante è, poi, la questione dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate che, non solo monitora l’andamento e la correttezza dei flussi, ma rende anche più complesso alle banche far transitare grosse somme di denaro su un conto corrente personale.

Inoltre, il conto corrente pensato per i freelance consente al professionista di accedere a molteplici funzionalità che possono essergli utili per ottimizzare i tempi del proprio lavoro, tenere un più preciso controllo dei flussi in entrata ed uscita ed effettuare diverse operazioni in maniera più veloce.

Come scegliere un conto per freelance e autonomi

Scegliere il miglior conto corrente per freelance non è semplice. Questo perché al giorno d’oggi il mercato dei conti correnti per professionisti è pieno di prodotti validi e funzionali. Tuttavia, ciò non significa che tutti fanno al caso del freelance. Al contrario. Il lavoratore autonomo, infatti, ha delle esigenze differenti rispetto ad una società o ad una ditta individuale.

Il conto corrente deve essere, perciò, lo strumento che meglio soddisfa i bisogni del lavoratore. Perciò vediamo quali sono le caratteristiche che non possono mancare in un conto corrente per freelance.

  1. Funzionalità: in primo luogo è fondamentale comprendere quali sono le funzionalità che non possono mancare nel conto corrente da dedicare all’attività lavorativa. Tra queste possiamo trovare l’home banking per i freelance che preferiscono gestire il conto corrente in piena autonomia direttamente dal portale online, da tablet o smartphone. Molto importante è, come dicevamo, il pagamento veloce e pratico degli f24.
  2. Servizi di pagamento: tra questi non possono mancare le carte di debito e/o di credito, i bonifici e, per chi ne ha la necessità, anche di assegni e RiBa.
  3. Prezzo: il costo del conto corrente non deve essere troppo oneroso, ma proporzionato ai servizi messi a disposizione di cui si ha la necessità. Soprattutto per i freelance che ancora sono agli inizi, questo fattore può essere cruciale nella scelta del conto corrente da aprire, perciò è necessario scendere a compromessi. Tuttavia, ad oggi sono tanti i conti correnti per freelance a zero spese che permettono al lavoratore di usufruire di tutti i servizi di cui ha bisogno spendendo il minimo.
  4. Operazioni gratuite: trovare un prodotto che prevedo operazioni gratuite anche illimitate e ottimo per risparmiare parecchi soldi in commissioni e spese varie.
  5. Assistenza: un altro fattore molto importante nella scelta del conto corrente è l’assistenza che, soprattutto nel caso di conto corrente online, deve essere garantita 24 ore su 24.

Valide opzioni sono i conti correnti online, che abbattono notevolmente i costi e offrono servizi innovativi molto interessanti come l’accesso al commercialista o l’emissione di fatture in pochi click direttamente dall’app ufficiale della banca stessa.

Per effettuare la scelta migliore, tuttavia, bisogna considerare tutti i prodotti che più si adattano alle esigenze del freelance ed escludere quelli che, al contrario, offrono troppi o troppi pochi servizi e i conti correnti che presentano costi estremamente onerosi.

I principali costi dei conti per autonomi

I costi relativi al conto corrente per freelance e lavoratori autonomi non sono molto onerosi, e spesso presentano vantaggi e sconti molto interessanti, come il canone azzerabile, promozioni per ottenere i primi mesi gratuiti o ancora canoni sulle carte gratuiti.

Tuttavia, per capire se un conto corrente è davvero economico e sostenibile bisogna considerare, non solo il canone fisso della tenuta del conto, ma tutti quei costi e quelle spese previste e segnalate dai Fogli Informativi. Infatti, leggere con attenzione le condizioni dei diversi prodotti può fare la differenza, oltre che permettere di trovare il conto corrente al miglior costo.

Bisogna, prima di tutto, conoscere le tipologie di costi previsti per la tenuta e l’utilizzo del conto corrente. Infatti, questi si suddividono in costi fissi e costi variabili.

  • Costi fissi: relativi alla semplice tenuta del conto e dei servizi accessori ad esso collegati. Sono, cioè, spese da tenere in considerazione a prescindere dall’utilizzo del conto corrente. Perciò, di questi costi fanno parte, la spesa di apertura del conto, corrisposta una tantum, il canone di tenuta del conto che può essere mensile o annuale, l’imposta di bollo da corrispondere annualmente secondo la normativa pro tempore vigente (ad oggi pari a €34,20).
  • Costi variabili: relativi alle singole operazioni effettuate. Perciò, di questi fanno parte tutte quelle spese e quelle commissioni applicate per eseguire, ad esempio, bonifici, prelievi di contante e altro.

Bisogna, inoltre, considerare che alcune banche si prendono carico del pagamento dell’imposta di bollo, ottimo per chi desidera risparmiare qualcosa sulla tenuta del conto.

Nella scelta del conto corrente, si possono, inoltre, prediligere quei conti correnti che non prevedono alcuna commissione sui bonifici o sui prelievi.

Come aprire un conto per freelance e autonomi

Al momento dell’apertura del conto corrente è necessario presentare alcuni documenti relativi alla persona fisica e alla Partita Iva, a discrezione della banca stessa. Il consiglio, quindi, è quello di informarsi in anticipo sui documenti richiesti.

In genere, i documenti che occorre esibire sono:

  • fotocopia di un documento di identità;
  • fotocopia del codice fiscale o della tessera sanitaria;
  • eventualmente, anche un certificato di residenza;
  • copia della Partita Iva rilasciata dall’Agenzia dell’Entrate a discrezione della banca.

Inoltre, per i conti correnti online la procedura richiede pochi minuti, ed è sufficiente avere una connessione ad internet e associale l’email ed il numero di telefono al conto. Viene, poi, effettuata un’identificazione tramite webcam per la firma digitale del contratto.

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