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Cessione del quinto senza TFR

Si può chiedere una cessione del quinto senza TFR? Per alcune categorie di lavoratori è possibile ricevere un finanziamento anche quando non si ha la garanzia aggiuntiva del fondo di trattamento di fine rapporto. Vediamo chi può ottenere credito e perché il TFR è così importante quando si chiede una cessione del quinto.

Quando si usa il TFR nelle cessioni del quinto

Una delle caratteristiche più importanti dei prestiti con cessione del quinto è l’assenza di garanzie di terzi. A differenza dei prestiti personali, per i quali si richiede la presenza di un garante, le cessioni del quinto vengono concesse facilmente anche a chi non ha garanzie.

Gli istituti di credito che scelgono di accordare un prestito con cessione del quinto hanno la garanzia del rimborso delle rate fatte dal datore di lavoro del debitore. Da questo punto di vista, quindi, è più importante valutare l’affidabilità e la solidità del datore di lavoro piuttosto che del dipendente.

Oltre al rimborso che avviene con trattenute dirette sullo stipendio o sulla busta paga, un’altra garanzia per chi concede il prestito è una polizza assicurativa che copre le parti dal rischio vita e dal rischio impiego. La polizza interviene e salda il debito residuo in caso di morte prematura del debitore o nel caso in cui perda il posto di lavoro.

Spesso banche e finanziarie chiedono al lavoratore una garanzia in più: un vincolo sul TFR che tuteli l’istituto di credito nel caso in cui ci siano problemi con il rimborso che non rientrano tra quelli coperti dalla polizza assicurativa obbligatoria.

Una parte del fondo TFR che corrisponde all’importo del prestito viene vincolata per tutta la durata del finanziamento e viene usata nel caso in cui il dipendente si dimetta o venga licenziato prima della scadenza del periodo di rimborso.

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Chi può chiedere la cessione del quinto senza vincolo sul TFR

Quando si chiede un prestito con cessione del quinto dello stipendio le banche valutano con attenzione la situazione lavorativa di chi ha fatto la richiesta, per capire quanto è affidabile il datore di lavoro e quanto è solida la propria posizione.

Per questi motivi, spesso i neoassunti e chi lavora in una piccola azienda fanno fatica a ottenere una cessione del quinto senza TFR. A seconda dei casi, le banche chiedono un’anzianità lavorativa minima di 3 o 6 mesi, oppure una specifica dimensione aziendale minima.

Di solito riescono a ottenere senza grossi problemi un prestito con cessione del quinto senza TFR:

  • i dipendenti del settore pubblico;
  • i dipendenti di società di capitali con almeno 16 dipendenti.

La richiesta di un numero minimo di dipendenti è dovuta al fatto che alle aziende con almeno 16 dipendenti si applica l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che prevede il meccanismo di reintegro del lavoratore nel caso di alcune fattispecie di licenziamento.

Queste categorie di lavoratori riescono a ottenere un prestito anche se sono neoassunti o se hanno chiesto di recente un anticipo del TFR e la parte restante del fondo non copre l’importo del finanziamento.

Un prestito con cessione del quinto senza TFR mantiene le stesse caratteristiche di una classica cessione: la rata viene rimborsata mensilmente e ha un importo costante e pari al massimo a un quinto della retribuzione netta.

Dal momento che l’assenza del TFR rende più rischioso il prestito per gli istituti di credito, a volte banche e finanziarie riducono la durata massima del finanziamento. Mentre di norma il prestito può durare fino a 10 anni, nel caso di una cessione del quinto senza TFR la durata massima può essere ridotta a 5 anni.

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