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Cessione del quinto per dipendenti di cooperative

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Non è sempre facile riuscire a ottenere una cessione del quinto per dipendenti di cooperative. Banche e finanziarie considerano infatti poco affidabili queste società, per via della dimensione ridotta o del tipo di attività svolta. Ma ricevere un prestito non è impossibile: ecco quali sono i requisiti richiesti e cosa valutare prima di presentare la richiesta di finanziamento.

Cos’è la cessione del quinto per chi lavora in una cooperativa

La cessione del quinto è una forma di finanziamento che per legge è riservata a tutti i dipendenti e ai pensionati del settore pubblico e privato. La caratteristica che distingue questo tipo di finanziamento da altre forme di prestito è il modo in cui il denaro viene rimborsato.

Una volta ottenuto il finanziamento, il rimborso viene fatto direttamente dal datore di lavoro che trattiene l’importo della rata e lo versa al beneficiario. L’importo massimo della rata dipende dallo stipendio netto e non può superare un quinto della retribuzione mensile.

La cessione del quinto viene considerata un diritto dei lavoratori, ma non sempre si riesce a ottenere il consenso del finanziatore. Specialmente chi è impiegato in una società cooperativa può trovare difficile riuscire a ottenere il prestito.

Al momento della richiesta, banche e finanziarie valutano con attenzione sia le caratteristiche del lavoratore sia quelle del datore di lavoro. Entrambe le valutazioni servono a farsi un’idea dell’affidabilità di chi chiede il finanziamento e della sicurezza del rimborso. Se la società presso la quale si è impiegati non offre abbastanza garanzie, le probabilità che la banca rifiuti la richiesta aumentano.

Le società cooperative sono generalmente considerate più a rischio rispetto a una srl o a una spa. In parte questo giudizio è dovuto al settore di attività: spesso le cooperative operano in settori economici svantaggiati o svolgono attività di tipo sociale che offre poche garanzie sul piano finanziario.

Un altro elemento che viene valutato dalle banche è la dimensione dell’azienda: se ci sono meno di 15 dipendenti le possibilità che l’esito della richiesta sia positivo si avvicinano allo zero, così come accade nel caso della cessione del quinto per i dipendenti di piccole aziende private.

Anche se la società cooperativa ha superato i precedenti esami, se chi fa richiesta del prestito è un socio lavoratore è molto probabile che la richiesta venga rifiutata. Il fatto che il debitore sia coinvolto direttamente nella gestione della società che si occupa del rimborso del prestito è un elemento che gioca a sfavore di chi richiede il finanziamento.

I requisiti per la cessione del quinto per dipendenti di cooperative

Sebbene i parametri e i criteri di valutazione cambino da banca a banca, si possono individuare dei requisiti di base che bisogna rispettare per provare a chiedere un prestito con cessione del quinto se si è assunti in una società cooperativa.

Per poter ricevere un prestito con cessione del quinto dello stipendio i dipendenti di una società cooperativa devono:

  • essere assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato;
  • avere un’anzianità lavorativa minima di 6 mesi;
  • non aver raggiunto l’età pensionabile;
  • aver accantonato un TFR adeguato rispetto alla cifra chiesta in prestito.

Se si è assunti con un contratto a tempo determinato è necessario che la durata del prestito non superi la durata residua del contratto di lavoro.

L’ammontare del TFR è uno dei parametri più importanti presi in considerazione da banche e finanziarie, perché il fondo fa da garanzia del finanziamento in caso di dimissioni o licenziamento del lavoratore. Se il TFR è più basso rispetto all’importo del prestito (perché il lavoratore è impiegato da poco e quindi ha accantonato un trattamento di fine rapporto modesto oppure perché in precedenza ha chiesto un cospicuo anticipo del TFR) difficilmente la richiesta avrà esito positivo.

Le caratteristiche del prestito con cessione del quinto dello stipendio sono stabilite dalla legge e sono uguali per tutti: dipendenti pubblici, dipendenti privati e pensionati. Anche chi lavora in una società cooperativa, quindi, può richiedere un prestito con un durata compresa tra 24 e 120 mesi da rimborsare con rate trattenute dallo stipendio netto.

Come chiedere la cessione del quinto per dipendenti di cooperative

Se le valutazioni fatte dalla banca e dall’assicurazione hanno avuto esito positivo, il lavoratore impiegato presso una società cooperativa può passare alla richiesta vera e propria del prestito.

Come per qualsiasi altro prestito con cessione del quinto dello stipendio, vanno presentati all’istituto finanziario scelto:

  • un documento di identità valido;
  • il codice fiscale;
  • una copia delle ultime due buste paga da cui risultino lo stipendio netto e l’ammontare del TFR accantonato.

Al momento della stipula del contratto va attivata anche la polizza assicurativa che interviene in caso di perdita del lavoro o di morte prematura del debitore. Anche la compagnia di assicurazione valuta l’affidabilità del creditore e contribuisce a dare l’ok definitivo all’operazione di finanziamento.

Se si lavora per una società solida, presente sul mercato da tanti anni e con una struttura finanziaria e patrimoniale consistente sarà facile ottenere il finanziamento e spuntare condizioni economiche vantaggiose, anche se si è considerati cattivi pagatori o si è protestati.