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Cessione del quinto pensionati Enasarco

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La cessione del quinto per pensionati Enasarco è la versione del prestito con cessione del quinto riservata agli ex agenti e rappresentanti di commercio. Il finanziamento ha le stesse caratteristiche del classico prestito con cessione della pensione, ma ha dei requisiti specifici pensati per la categoria a cui è indirizzato.

Cos’è la cessione del quinto Enasarco

I pensionati iscritti alla Fondazione Enasarco possono richiedere un prestito con cessione del quinto e ottenere liquidità rimborsando il finanziamento con rate trattenute direttamente dalla pensione. L’importo della rata per legge può essere pari al massimo a un quinto della pensione netta.

La Fondazione Enasarco è un ente nazionale che si occupa dell’assistenza agli agenti e ai rappresentanti di commercio. Si tratta quindi di un ente di previdenza a tutti gli effetti che ha il compito di pagare le pensioni e di erogare servizi di previdenza e di assistenza agli iscritti.

Tra i compiti svolti dalla Fondazione c’è anche quello di trattenere le rate per il rimborso dei prestiti con cessione del quinto richiesti dai suoi pensionati e di versarle a chi ha concesso il finanziamento. Enasarco chiarisce che il finanziamento con cessione del quinto della pensione è possibile solo se chi concede il prestito è uno dei soggetti iscritti all’albo degli intermediari finanziari.

Il prestito con cessione del quinto rientra nella categoria dei prestiti personali non finalizzati. Si tratta cioè di un prestito che può essere richiesto per qualsiasi motivo, senza che il pensionato debba spiegare come ha intenzione di usare i soldi o senza che debba presentare dei giustificativi di spesa.

I requisiti per la richiesta del prestito

Possono richiedere un prestito con cessione del quinto tutti i pensionati Enasarco che percepiscono una pensione più alta rispetto a quella minima. La legge impone infatti una soglia di salvaguardia della pensione pari all’importo del trattamento pensionistico minimo fissato dall’INPS e aggiornato annualmente.

Per il 2019 l’importo della pensione minima è di 513,01 euro. La pensione al netto delle trattenute e della rata di rimborso del prestito non può mai scendere sotto questa soglia. A seconda dell’importo della pensione netta percepita, quindi, la rata può essere pari a un quinto o inferiore.

Le banche e le società finanziarie che si occupano dell’erogazione del prestito possono stabilire altri requisiti e, in particolare, fissare dei limiti di età per la richiesta del prestito. In genere, è possibile richiedere il prestito fino a 79 anni, ma in alcuni casi sono possibili richieste di prestito con cessione del quinto fino a 90 anni.

Possono accedere al prestito con cessione del quinto della pensione tutti coloro che ricevono un trattamento pensionistico dall’Enasarco. Può trattarsi di:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensione di invalidità;
  • pensione di inabilità;
  • pensione ai superstiti.

A differenza di quanto previsto per i pensionati INPS, i pensionati Enasarco possono ottenere un prestito anche se percepiscono un assegno di invalidità o di inabilità.

Può richiedere un prestito con cessione del quinto anche chi è protestato, ha pignoramenti in corso o sta rimborsando altri prestiti. Se ci sono altri prestiti in corso si può richiedere il consolidamento dei debiti e riunirli in un solo finanziamento rimborsabile tramite cessione del quinto della pensione.

Come richiedere la cessione del quinto per pensionati Enasarco

I pensionati Enasarco possono richiedere un prestito con cessione del quinto alla banca o alla finanziaria che preferiscono. In genere gli istituti di finanziamento concedono senza grossi problemi questo tipo di prestito agli agenti e ai rappresentanti di commercio in pensione.

Alcuni istituti finanziari hanno stipulato una convenzione con la Fondazione Enasarco e offrono agli iscritti all’ente previdenziale condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte dagli istituti non convenzionati. Sul sito internet della Fondazione Enasarco si può consultare l’elenco aggiornato degli istituti di credito che hanno aderito alla convezione.


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Quali documenti presentare

Per ottenere il finanziamento bisogna presentare alla banca o alla finanziaria scelta:

  • un documento di identità;
  • il codice fiscale;
  • il cedolino della pensione;
  • il certificato di quota cedibile.

Il certificato di quota cedibile indica l’importo massimo della rata che il pensionato può pagare. Questo importo viene dedotto tenendo conto di tutte le trattenute sulla pensione e dell’importo del trattamento minimo fissato dalla legge.

Si può richiedere il documento di cedibilità all’Enasarco in tre modi:

  • presentandosi in una delle sedi della Fondazione;
  • scrivendo un messaggio di posta elettronica certificata all’indirizzo gestioneprestazioni@pec.enasarco.it:
  • inviando una raccomandata A/R all’indirizzo Fondazione Enasarco – Servizio Prestazioni, Via Antoniotto Usodimare, 31, 00154 Roma, Italia.

Nel modulo di richiesta vanno riportati i dati anagrafici del pensionato, il numero di matricola e il numero di ruolo della pensione. Al modulo va allegata una copia del documento di identità.

Se il pensionato non può presentare personalmente la richiesta può delegare qualcun altro. In questo caso al modulo di richiesta vanno allegati un documento di delega firmato da entrambi e una copia del documento di identità.

La Fondazione rilascia il certificato di cedibilità entro 60 giorni da quando ha ricevuto la richiesta.

I costi del prestito con cessione del quinto

Il prestito con cessione del quinto per pensionati Enasarco prevede il pagamento di un tasso di interesse fisso. Le banche e le società finanziarie convenzionate con la Fondazione Enasarco devono fare riferimento ai tassi massimi applicabili sui prestiti fissati nell’accordo.

In ogni caso il tasso di interesse applicato al prestito non può superare il tasso usurario stabilito ogni tre mesi dalla Banca d’Italia.

Oltre al tasso di interesse bisogna considerare i costi amministrativi e di gestione stabiliti dall’intermediario finanziario e i costi della polizza assicurativa sulla vita obbligatoria. La legge impone che il prestito con cessione del quinto sia garantito da una polizza sulla vita che tutela le parti in caso di morte del pensionato.

Come funziona il rimborso della cessione del quinto

Il rimborso avviene tramite il pagamento di rate di importo costante pari al massimo a un quinto della pensione netta. Ogni mese la Fondazione Enasarco trattiene l’importo della rata e lo versa all’intermediario finanziario che ha concesso il finanziamento.

Se cambia l’importo della pensione cambia di conseguenza anche l’importo della quota cedibile. La Fondazione Enasarco in questo caso comunica al pensionato e all’istituto finanziario creditore il cambio. Nel caso in cui l’importo della rata dovesse essere più basso rispetto a quello precedente, l’importo trattenuto dalla pensione viene adeguato a partire dalla rata successiva.

In ogni momento il pensionato può decidere di rimborsare anticipatamente il finanziamento oppure di rinnovare il prestito con cessione del quinto. In caso di rinnovo, il vecchio finanziamento viene estinto e si dà inizio a un nuovo finanziamento. Questa soluzione è utile nel caso in cui si vogliano modificare le condizioni del prestito, come la scadenza o l’importo della rata, oppure quando si ha bisogno di maggiore liquidità.

Cosa succede in caso di morte del pensionato

Se il pensionato che ha richiesto un prestito con cessione del quinto della pensione Enasarco muore prima che sia terminato il periodo di rimborso, entra in gioco la polizza assicurativa sulla vita associata al finanziamento.

Il debito residuo viene saldato dalla compagnia assicurativa; in questo modo gli eredi del pensionato non devono preoccuparsi del rimborso del finanziamento e l’istituto finanziario creditore ha la certezza di ricevere il proprio credito.

Entro 60 giorni dalla morte del pensionato, la Fondazione Enasarco è tenuta a informare l’istituto finanziario creditore. La banca o la finanziaria devono restituire alla fondazione le eventuali rate incassate dopo la morte del pensionato.


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