Differenza tra conto corrente e conto deposito
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Differenza tra conto corrente e conto deposito

Di prodotti bancari ce ne sono di tutti i tipi, tanto che a volte può essere complicato trovare quello giusto. Ma ogni strumento è pensato per rispondere ad esigenze ben precise.

Per la gestione del risparmio, infatti, il dubbio potrebbe ricadere tra il conto corrente tradizionale e il conto deposito.

In realtà questi due strumenti presentano delle importanti differenze che è essenziale conoscere per capire quale dei due conti è meglio aprire e utilizzare con i risparmi.

Se, infatti, da una parte il conto corrente è ideale per sostenere tutte le spese, appunto, correnti, il conto deposito si dimostrerà il prodotto più comodo per conservare il denaro e ottenere un buon rendimento.

In questo articolo, quindi, vedremo quali sono tutte le differenze tra il conto deposito ed il conto corrente e quale dei due conviene aprire in base alle esigenze.

Cos’è un conto deposito

Per poter analizzare le differenze tra i due conti è importante capire di cosa stiamo parlando.

Negli articoli precedenti abbiamo spiegato cos’è un conto corrente bancario e la differenza tra conto corrente bancario e postale, perciò adesso è necessario capire cos’è un conto deposito.

Iniziamo col dire che il conto deposito, come il conto corrente, è un contratto bancario. La principale funzione del conto deposito è quella di conservare il denaro in cambio di un elevato rendimento.

La sua natura, quindi, spiega il numero limitato di operazioni che il cliente può compiere, che si limitano a prelievi, versamenti e giroconti.

Il conto deposito rappresenta, perciò, un investimento a basso rischio, tutelato dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per correntista.

Una volta specificate le funzioni del conto deposito sarà facile stabilire quali sono le differenze con il conto corrente.

Principali differenze

Per capire se conviene aprire un conto deposito o un conto corrente è necessario analizzare alcuni fattori come:

  • Il vincolo imposto sulle somme depositate
  • Il costo che si è disposti a sostenere
  • Il rendimento che si desidera ottenere
  • La funzione che deve svolgere il conto

Adesso, infatti, vedremo nel dettaglio tutte le differenze tra le due tipologie di conto.

Vincoli

Uno degli aspetti che rende il conto corrente ideale per l’utilizzo nel quotidiano è la totale assenza di vincoli.

Invece, per il conto deposito è possibile scegliere tra due varianti:

  • Conto deposito non vincolato: non prevede l’obbligo di tenere ferme le somme depositate fino alla scadenza. Possono, quindi, essere prelevate in ogni momento.
  • Conto deposito vincolato: non prevede lo svincolo del deposito se non alla scadenza prestabilita in cambio di un tasso di rendimento maggiore (fino a due punti superiore rispetto al conto non vincolato)

Costi

Per quanto riguarda i conti correnti, ci sono sia quelli tradizionali, che possono presentare dei costi fissi e variabili più o meno importanti, e i conti correnti gratuiti online. Vi sono, poi, alcuni prodotti in promozione in cui è possibile, per un dato periodo, approfittare delle offerte per non pagare il canone.

Per risparmiare, si può anche optare per i conti correnti con canone azzerabile, seguendo le modalità stabilite dall’istituto bancario.

Anche per i conti deposito le spese possono essere diverse in base all’istituto scelto. Vi sono, infatti, istituti che offrono il deposito a canone zero e senza spese di gestione, ma anche conti deposito che prevedono un canone e costi di gestione.

Perciò, i costi da prendere in considerazione sono:

  • Penale per lo svincolo anticipato
  • Spese di tenuta conto
  • Spese di apertura del conto
  • Spese di chiusura
  • Spese per il versamento
  • Spese per il prelevamento

Un’altra differenza tra i due conti è l’imposta di bollo. Infatti, per i conti correnti ammonta a 34,20 euro annui se la giacenza media è superiore ai 5.000 euro e di 100 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Invece, per i conti deposito è pari al 0,2% calcolato sulle giacenze. Ciò vuol dire che l’imposta di bollo dovuta per i conti di deposito è pari al 2 per mille della somma depositata, ma con una importante distinzione fra persone fisiche e non.

Infatti, per i soggetti diversi dalle persone fisiche è previsto un limite massimo di 14.000 euro, mentre non è previsto alcun limite per le persone fisiche.

Vi sono, però, alcune banche che si prendono carico dell’imposta di bollo, sia per i conti correnti che per i conti deposito.

Rendimento

I conti correnti in genere garantiscono un rendimento molto contenuto, che si aggira intorno allo 0,10% o 0,50%.

Ma vi sono anche i casi in cui al conto corrente viene associato un conto deposito con una percentuale di rendimento più interessante. Tuttavia, spesso si tratta di conti deposito con vincoli di almeno sei mesi.

Invece, i conti deposito nascono proprio con l’obiettivo di ottenere un rendimento, per cui è sicuramente più elevato rispetto al conto corrente.

Detto rendimento, poi, in genere è maggiore nei conti deposito con vincolo rispetto a quelli senza vincoli.  

La percentuale di rendimento, nel caso dei conti deposito con vincolo, può arrivare anche al 4,50% lordo.

Bisogna, tuttavia, considerare il tasso d’interesse, sia sui conti correnti che sui conti deposito. Si tratta di un’imposta applicata sugli interessi lordi maturati, e ammonta per legge al 26%.

Funzionalità

Il conto corrente è uno strumento che permette di effettuare un gran numero di operazioni. Infatti, è possibile effettuare pagamenti, bonifici, assegni, ma anche domiciliare le utenze, ricevere denaro, attivare SDD, ricevere gli accrediti di stipendi e pensioni e tanto altro.

Invece, come abbiamo anticipato, il conto deposito è caratterizzato da un’operatività molto limitata, che permette solamente di prelevare il denaro o di depositarlo. È molto raro che il conto deposito possa essere utilizzato anche per l’accredito dello stipendio o della pensione. Rappresenta, quindi, una forma di investimento nel medio e lungo periodo, in cui il capitale investito non viene utilizzato in cambio di un alto rendimento futuro, al termine della scadenza.

Tabella di sintesi

Conto depositoConto corrente
RendimentoAltoBasso
Imposta di bollo20%€34,20
€100
VincoloSiNo
Pagamenti POSNoSi
VersamentiSiSi

Conclusioni

Una volta stabilite le differenze tra le due tipologie di conto appare chiaro che il conto corrente rappresenta la scelta ideale per l’utilizzo del denaro nel quotidiano. Si tratta, infatti, di un conto operativo che permette al correntista di gestire in autonomia le risorse finanziarie.

Invece, il conto deposito è ideale per chi desidera mettere da parte i risparmi per farli crescere nel tempo.

Per cui, se l’esigenza del risparmiatore è quella di utilizzare il denaro per le spese correnti, lo strumento ideale è il conto corrente.

Al contrario, se l’esigenza è quella di conservare i risparmi nel medio o nel lungo termine, la scelta migliore ricade sul conto deposito. Infatti, gli istituti bancari garantiscono un alto rendimento in cambio del deposito della liquidità per un periodo che può andare dai tre mesi fino a oltre un anno.

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