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Assicurazione Sulla Vita: Conviene?

Quando conviene fare l’assicurazione sulla vita? La premorienza, un infortunio e qualsiasi altro “evento attinente alla vita umana” possono mettere in serio rischio la stabilità economica di ogni persona e della sua famiglia, specie se si tratta di nucleo familiare monoreddito.

Per tutelarci e per “proteggere” i nostri cari dalle incertezze future, scopriamo in questa guida quando le polizze Ramo Vita sono convenienti.

Assicurazione sulla vita: a cosa servono e come funzionano?

L’articolo 1882 del Codice civile definisce il contratto di assicurazione sulla vita come quell’accordo formale con il quale l’assicuratore, in corrispettivo di un premio unico o periodico, si obbliga a corrispondere un determinato capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana, anche non necessariamente eventi dannosi (ad esempio, la sopravvivenza).

Per valutare la convenienza nel sottoscrivere un contratto di assicurazione sulla vita si deve ricordare che la stessa espleta una funzione previdenziale e non indennitaria, come le polizze ramo danni.

Cosa significa questo? L’assicurazione vita conviene soprattutto a quelle famiglie monoreddito in quanto permette all’assicurato di costituirsi una disponibilità economica da utilizzare nel futuro, se e nel momento in cui ne avrà bisogno.

E, allora, per rispondere al quesito fondamentale se le assicurazioni vita sono convenienti, bisogna riflettere sul fatto che sono essenzialmente due i rischi nel ramo assicurazioni vita:

  1. il rischio di decesso del soggetto assicurato: si tratta dell’evento imprevedibile che, soprattutto se prematuro e accidentale, può lasciare in serie difficoltà le persone che sopravvivono al de cuius e da cui dipendevano (coniuge, figli, etc.). In questo caso, ben si comprende, che l’assicurazione sulla vita aiuta a proteggere da una gravissima situazione destabilizzante dal punto di vista finanziario come, per esempio, quella legata alla scomparsa prematura dell’unico produttore di reddito in una famiglia o nel caso di morte del keyman per l’azienda;
  2. il rischio di sopravvivenza, che comprende tutti i fatti che possono succedere nel corso della vita e che avranno, in ogni caso, conseguenze economiche. In questo caso, alla funzione di protezione, si affianca quella di accumulazione e di investimento del risparmio (si pensi alla convenienza di sottoscrivere forme di assicurazione Vita rivalutabili, Unit Linked, Index Linked).

Quando conviene fare una polizza vita: varie casistiche

Ecco le varie casistiche in cui conviene fare l’assicurazione sulla vita. A chi conviene sottoscrivere una polizza ramo vita?

Lavoratori giovani

I lavoratori o le lavoratrici giovani possono valutare la possibilità di sottoscrivere una polizza vita per ottenere una rendita aggiuntiva extra monetaria o per avere a disposizione un capitale alla scadenza contrattuale.

La polizza vita è un validissimo strumento che tutela i giovani lavoratori dall’incertezza del futuro previdenziale e per consente di mantenere stabile il proprio tenore di vita.

Soggetti titolari di mutui e prestiti di lungo periodo

I soggetti titolari di un contratto di mutuo o di prestito per la ristrutturazione di un immobile possono tutelarsi e “proteggere” i propri cari (coniuge, convivente, figli, eredi, etc.) dagli eventi accidentali che possono destabilizzare il benessere economico all’interno del nucleo familiare.

Si pensi, ad esempio, alla premorienza, alla malattia, all’invalidità o alla perdita del posto di lavoro: tutti fatti negativi che possono minare profondamente la capacità di produrre reddito (c.d. lucro cessante).

In questo caso, la sottoscrizione di una polizza assicurativa caso morte è l’ideale per onorare puntualmente le rate del mutuo o del prestito concordato.

Libero Professionista o Freelancer

Per tutti coloro che godono di un flusso di entrate monetarie costante derivante dai redditi da prestazioni continuative, e per i lavoratori titolari di Partita IVA che godono di un certo ammontare di capitali risparmiati, conviene sottoscrivere le polizze vita unit linked o index linked che consentono di ottenere interessanti capital gain.

Pensionati

Anche chi si è ritirato dalla vita lavorativa può valutare la convenienza derivante dalla sottoscrizione di una polizza assicurativa sulla vita che garantisce la possibilità di avere l’assistenza necessaria, anche in caso di perdita dell’autosufficienza.

Per questa categoria di soggetti è bene valutare la possibilità di sottoscrivere una polizza long term care (LTC) o “cura a lungo termine”.

Conviene fare assicurazione sulla vita: la determinazione del premio

Nel valutare la convenienza derivante dalla sottoscrizione della polizza assicurativa Vita, è fondamentale sapere che sulla determinazione del premio (unico o periodico) incidono tre componenti.

#1. Componente demografica

Essa misura il rischio (morte/sopravvivenza di un assicurato) che la Compagnia assicurativa si assume e viene calcolata attraverso criteri statistici e di calcolo probabilistico. La determinazione delle probabilità che gli eventi assicurati si verifichino si basa sulla pregressa frequenza di accadimento.

Nel caso di assicurazioni vita la Compagnia assicurativa, raccogliendo una gran massa di rischi, è in grado di conoscere il numero di persone decedute entro un certo periodo, ipotizzando così una probabilità di vita per ogni anno di età.

Il premio di una polizza vita cresce al crescere della variabile anagrafica del soggetto assicurato e viene detto premio naturale o anche premio di rischio.

La componente demografica serve a determinare quella parte del premio, detta premio di rischio, necessaria alla Compagnia per garantire all’assicurato la prestazione prevista per i rischi di tipo assicurativo (caso scomparsa del soggetto assicurato).

#2. Componente Finanziaria

Questa componente è presente in quelle polizze assicurative che prevedono il pagamento di un capitale o di una rendita alla scadenza del contratto (caso vita o miste). In questa ipotesi, una parte dell’importo che il soggetto contraente versa a titolo di premio viene investita in modo fruttuoso dalla Compagnia attraverso una gestione finanziaria che produce dei rendimenti economici (capital gain) sul capitale investito.

Occorre considerare che nelle assicurazioni vita il contraente versa i premi assicuratici in anticipo rispetto il verificarsi dell’evento. Tali premi sono in grado di produrre un rendimento finanziario che viene trasferito all’assicurato anticipatamente, riducendo i premi da pagare di un importo pari agli interessi che i premi investiti potranno produrre.

Da qui si capisce quanto le assicurazioni sulla vita sono davvero convenienti: il tasso tecnico di tariffa è il saggio di rendimento minimo che viene riconosciuto in sede di determinazione dei premi dalle imprese all’atto della conclusione del contratto.

Pertanto, la quota di premio destinata all’accantonamento, e che capitalizzata servirà per fare fronte alle prestazioni future previste dalla polizza vita, rappresenta il premio di risparmio.

#3. Spese di gestione e Caricamenti

L’assicuratore nell’esercizio della sua attività sostiene delle spese, la cui entità forma la terza componente del premio, i c.d. caricamenti, trattenuti dal premio versato, i quali si distinguono in:

  • spese per l’acquisizione dei contratti;
  • spese per l’incasso dei premi;
  • spese per la gestione delle polizze.

N.B: nella nota informativa rilasciata ad ogni cliente assicurato, si deve verificare sempre attentamente, in fase precontrattuale, il costo percentuale medio annuo, che indica di quanto si riduce ogni anno il rendimento ipotizzato del contratto per effetto di tutti i caricamenti e di tutti i costi gravanti sulla polizza in caso di mantenimento del contratto fino alla scadenza.

Si ricorda che la polizza entra in vigore dalle ore 24 del giorno della sottoscrizione, a condizione che sia stato pagato il premio: in questo caso la polizza è perfezionata.

Se il contraente non paga il premio relativo alla prima annualità, la Compagnia assicurativa, se lo ritiene opportuno, può agire legalmente per ottenere il pagamento entro 6 mesi decorrenti dal giorno in cui il premio o la rata di premio sono scaduti.

Se il contraente non paga i premi relativi agli anni successivi nel termine di tolleranza, il contratto è risolto di diritto ed i premi corrisposti

rimangono acquisiti dall’assicuratore.

Polizze vita a favore di un terzo soggetto: la convenienza a tutelare i nostri cari

In base alla disciplina codicistica contenuta all’articolo 1920, l’assicurazione può essere stipulata a favore di un terzo, un soggetto caro, il c.d. beneficiario (coniuge, convivente, figli, genitori, sorelli, fratelli, etc.).

In questo caso, il contraente destina le prestazioni della polizza vita non a se stesso, ma ad un terzo non titolare dell’interesse assicurato.

Dal punto di vista contrattuale valgono le regole per i contratti a favore di terzi che acquistano il diritto contro il promittente per effetto della sottoscrizione.

Questa può essere revocata o modificata dallo stesso stipulante, finchè il terzo soggetto non abbia dichiarato di volerne profittare.

In caso di revoca della stipulazione della polizza vita o di rifiuto del beneficiario, la prestazione assicurativa rimane a beneficio dello stipulante. Se la prestazione deve essere fatta al terzo dopo il decesso dello stipulante, questi può revocare il beneficio anche con disposizione testamentaria.

In ogni altro caso, la prestazione deve essere eseguita a favore degli eredi del terzo se questo premuore allo stipulante, purchè il beneficio non sia stato revocato o lo stipulante non abbia disposto diversamente.

In linea con quanto disposto dall’articolo 1920 del Codice civile, la designazione del beneficiario da parte del contraente della polizza vita deve avvenire per iscritto durante la stipula, mediante annotazione di apposita clausola detta “clausola beneficiaria”, o con successiva dichiarazione comunicata all’assicuratore o per testamento.

La modificazione o la revoca devono essere fatte con le stesse modalità della prima designazione cioè per iscritto all’assicurazione.

Insequestrabilità ed impignorabilità delle somme assicurate

L’articolo 1923 del Codice civile dispone che le somme dovute dall’assicuratore all’assicurato o al beneficiario NON sono soggette ad azione esecutiva o cautelare, e quindi sono insequestrabili ed impignorabili.

L’intangibilità delle somme dovute dalla Compagnia assicurativa riguarda ogni specie di assicurazione sulla vita, sia questa a favore proprio che altrui.

Non possono essere esperite azioni esecutive o cautelari sulle somme dovute dall’assicuratore: sono da escludere le azioni dei creditori del contraente sulle somme dovute dall’assicuratore al beneficiario.

In caso di decesso dell’assicurato o del beneficiario, l’intangibilità opera nei confronti degli eredi e degli aventi causa, per essere il diritto dell’indennità iure proprio.

Il secondo comma dell’articolo 1923 Codice civile precisa che sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni relative alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori (articolo 2901 e ss.) e quelle relative alla collazione (articolo 737 e ss.), all’imputazione (art. 747).

Conclusioni: le assicurazioni sulla vita sono convenienti?

Stipulare una polizza vita ha tutta la sua convenienza, per questo tutti dovremmo valutare la possibilità di sottoscriverne una per proteggere i nostri cari, che potranno godere di una rendita adeguata e continuare a vivere dignitosamente.

Il futuro per ognuno di noi è imprevedibile, impariamo fin da giovani a prenderci cura dei nostri risparmi e a proteggere le persone a cui vogliamo bene.

 

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